SEO per e-commerce: i 6 errori da non fare pre e post go-live

La SEO per i siti di commercio elettronico presenta una serie di specificità importanti da tenere in considerazione: questo perché elementi e criticità sono diversi, ad esempio, dai portali informativi e editoriali. Se state per mettere online il vostro nuovo e-commerce – o se volete migliorare quello già esistente – tenete in considerazione gli errori da non commettere e le soluzioni che vi suggeriamo.

E-commerce: a cosa prestare attenzione prima del go-live

  1. Evitare contenuti duplicati

È sempre più frequente imbattersi in siti (soprattutto quelli che vendono prodotti di marche più o meno note, ma non in esclusiva) che propongono schede prodotto copiate e incollate da altri portali. Oltre all’importanza di fornire all’utente – e ai crawler – informazioni nuove e originali, è anche fondamentale evitare che i motori di ricerca pensino che il nostro e-commerce è semplicemente una fotocopia di siti più grandi e autorevoli. Se è vero che per alcuni prodotti, vedi ad esempio in ambito sanitario, è essenziale che l’utente abbia alcune informazioni basilari, è altrettanto vero che tra due siti con parti di contenuto identiche i motori di ricerca tenderanno a preferire siti più autorevoli o più “anziani”.

Soluzione – Come ci comportiamo quindi se abbiamo bisogno di inserire nella nostra scheda prodotto alcune specifiche fondamentali per l’utente, che sono ripetute su molti altri siti? La porzione di contenuto duplicato dovrebbe essere ridotta al minimo e il reparto copy dovrebbe concentrarsi sulla creazione di contenuto nuovo o sulla rielaborazione dei testi tecnici fin dove possibile.

Laddove la duplicazione fosse invece on-site (all’interno del sito stesso tra due o più prodotti simili), le strade percorribili sono diverse: canonical, noindex, paginazione con rel=next/prev, redirect.

  1. Non saper gestire in modo corretto un sito multi-lingua

Avere un sito in più lingue è sicuramente un’opportunità che non va tuttavia sopravvalutata. Soprattutto per un e-commerce, avere un sito multilingua, dedicato quindi a utenti stranieri, potrebbe essere un’arma a doppio taglio. Oltre alla traduzione del sito, che deve comunque essere gestita da professionisti madrelingua, è necessario essere strutturati per poter eventualmente servire utenti da ogni parte del mondo: a partire dalla conversione dei prezzi nella valuta locale, fino ad arrivare ai costi di spedizione che, se troppo elevati, potrebbero annullare un’eventuale competitività dei prezzi, il sito dovrà essere attrezzato per offrire un servizio completo a tutti.

Soluzione – Benché non si tratti di un vero e proprio requisito SEO, proporre un sito in più lingue è un’attività da valutare attentamente dopo aver analizzato il contesto competitivo e i mercati di riferimento.

  1. Gestire l’indicizzazione di pagine filtro

Far indicizzare le pagine filtro potrebbe essere una svista con conseguenze abbastanza serie. Per e-commerce con molte possibilità di filtri e ordinamenti nelle pagine di categoria (colore, prezzo, taglia etc.) bisogna bloccare la scansione e la potenziale indicizzazione di quelle URL, per evitare una dispersione di crawl budget. Nella maggior parte dei casi, infatti, la funzionalità di filtro non è altro che un link all’interno della pagina. Se combinati tra loro, i differenti filtri, portano alla creazione di quantità quasi infinite di “nuove” pagine.

Soluzione – A monte della messa online di un sito e-commerce, è necessario valutare come il CMS utilizzato gestisca i filtri e, laddove necessario, intervenire impedendo l’indicizzazione di pagine filtro specifiche.

Come ottimizzare l’e-commerce dopo la messa online

  1. Gestire i prodotti non disponibili con una pagina 404

Per molti shop online la normale procedura di gestione dei prodotti non più disponibili consiste nel rendere la pagina prodotto un 404 senza porsi troppe domande sulle conseguenze. Lo status code 404 indica che la risorsa richiesta non è disponibile, senza fornire al crawler (o all’utente) indicazioni circa la futura disponibilità o meno della pagina in questione.

Una pagina che resta per molto tempo in 404 potrebbe continuare ad essere richiesta dai crawler, ma perderà i posizionamenti acquisiti e i link (esterni o interni) che puntano ad essa non avranno lo stesso valore. È quindi importante prevedere dall’inizio come verranno gestiti i prodotti non più disponibili.

Le casistiche più diffuse sono:

  • prodotto in edizione limitata (o collezione stagionale) che non sarà più disponibile;
  • prodotto momentaneamente non disponibile.

Soluzione – È impossibile identificare la migliore soluzione in assoluto: ogni sito è differente e ha bisogno di strategie diverse. Tra le strade percorribili ci sono dei redirect 301 su schede prodotto simili oppure il mantenimento della pagina prodotto senza prezzo né possibilità di acquisto ma con link a prodotti correlati. Per prodotti che torneranno disponibili a breve è sempre consigliabile mantenere attiva la pagina inserendo un avviso per l’utente. Altre opzioni sono la creazione di un catalogo di prodotti non acquistabili relativi a vecchie collezioni oppure l’utilizzo del meta tag unavailable_after che indica a Google di rimuovere una pagina dai risultati di ricerca dopo una data definita.

  1. Modificare la struttura del sito senza una strategia di redirect

Fare modifiche ai nomi di categorie o sottocategorie, passare ad una nuova piattaforma, all’https o ad un nuovo dominio coinvolge necessariamente le URL che, se non gestite correttamente, diventeranno risorse inesistenti con conseguenti cali di posizionamento, traffico e vendite.

Soluzione – Tutte le modifiche strutturali al sito dovranno essere accompagnate da una corretta gestione dei redirect a seconda delle esigenze.

  1. Non puntare su un’attività off-site

Per consolidare l’autorevolezza e la presenza online di un e-commerce a volte non è sufficiente agire solo on-site. Se la SEO on-site può aiutare a migliorare i posizionamenti, aumentare il CTR e ottimizzare la capacità di scansione del sito da parte dei motori di ricerca, è al tempo stesso essenziale agire su altri aspetti e utilizzare canali cosiddetti “off-site”.

Inoltre, l’utente medio è sempre più abituato a fare ricerche branded per trovare sul web opinioni e recensioni su marchi poco noti o “nuovi”, soprattutto se si tratta di e-commerce e quindi di pagamenti online.

Soluzione – Una buona strategia off-page rappresenta un vero vantaggio competitivo, sia per consolidare il posizionamento dell’e-commerce sulle keyword più interessanti sia per sfruttare le SERP branded e costruire nel tempo la propria “identità digitale”, puntando su un’ottima web reputation.

In conclusione, non si può pensare che sia sufficiente applicare le regole “basiche” della SEO a un e-commerce per farlo decollare: è necessario studiare gli elementi peculiari di questa tipologia di sito per ottimizzarli al meglio. Oppure chiedere la consulenza SEO di una firma come la nostra!