Pro Web Digest Online Ads: pubblicità al tempo della pandemia | Aprile 2021

Il protrarsi della pandemia ha portato ad alcuni slittamenti per i nuovi programmi di Google, ma dietro le quinte fervono comunque le novità per gli inserzionisti G-Ads: vediamo in questo articolo quali sono le principali del mese.

Programma Google Partner: finalmente una data definitiva

Scadenza rimandata a febbraio 2022: tutte le agenzie avranno ancora dieci mesi di tempo per risultare idonee a far parte del programma Google Partner. Inizialmente la data era stata fissata per giugno 2021 e rimandata poi a causa della pandemia.

Nel frattempo, vediamo quali sono i principali requisiti per accedere al programma:

  • Seguire le raccomandazioni offerte dal tool in modo da raggiungere un livello di ottimizzazione minimo del 70%. Questo è un punto molto delicato in quanto spesso non è possibile accettare tutti i suggerimenti ricevuti. Il team di Google ha sottolineato che la situazione verrà monitorata per evitare incomprensioni in merito;
  • La soglia di spesa rimarrà di 10.000$ per i precedenti 90 giorni per tutti gli account gestiti dal partner;
  • Almeno il 50% degli strategist che accedono agli account dovrà essere certificato.

FLoC: cosa sappiamo fino a ora?

Come sappiamo, a inizio marzo Google aveva annunciato che avrebbe smesso di tracciare i cookie di terze parti e che non avrebbe fatto ricorso a mezzi alternativi di rilevazione. Ha invece sottolineato come i propri annunci sarebbero stati veicolati tramite tecnologia FLoC (Federate Learning of Cohorts), che fa parte del Privacy Sandbox di Google, il “manifesto d’intento” relativo all’advertising di nuova generazione, libero da cookie di terze parti, annunciato a giugno 2020. In qualità di intermediario tra l’utente e gli advertiser, il FLoC ha sollevato non pochi dubbi da entrambe le parti.

Ma vediamo che cos’è il FLoC nello specifico: si tratta di un metodo con cui i browser possono mostrare annunci sulla base degli interessi. Tramite questa tecnologia, vengono raccolti dati sulle abitudini di navigazione degli utenti, i quali vengono poi divisi in gruppi con interessi simili. Ci sono diversi fattori che determinano tali raggruppamenti, tra cui l’URL visualizzato e il contenuto delle pagine. I dati dei singoli utenti vengono conservati localmente nel browser, il quale mostra solo l’ID del gruppo; il gruppo conterrà un numero sufficiente di persone da renderne idealmente impossibile l’identificazione e gli utenti verranno raggruppati ogni settimana sulla base dei dati della settimana precedente.

Il test è iniziato nel Q2: attendiamo i risultati nei prossimi mesi.

Covid-19: la stretta di Google sugli annunci

Come ormai sappiamo, sponsorizzare qualsiasi cosa legata al Covid è stato e continua ad essere molto difficile perché, fin dall’inizio della pandemia, Google ha cercato di arginare i tentativi di sciacallaggio: abbiamo infatti visto fiorire dal nulla aziende che vendevano mascherine, dispositivi di protezione e tutti i possibili prodotti di sanificazione non sempre realizzati nel rispetto delle normative.

Google ha quindi dovuto aggiornare le sue policy per impedire che venissero pubblicizzati prodotti senza autorizzazione come mascherine chirurgiche (si possono infatti sponsorizzare solo quelle in tessuto) e gel disinfettanti per mani. Le restrizioni hanno interessato anche chi prometteva false cure o trasmetteva messaggi non corretti.

Naturalmente gli inserzionisti scorretti hanno cercato in tutti i modi di imbrogliare il bot di Google, il quale a sua volta ha aumentato il controllo umano fino ad arrivare ad intercettare e bloccare 968 milioni di annunci.

Sveva Coltellacci Head of SEA