Pro Web Digest, episodio 3: le novità SEO di gennaio 2020

Inauguriamo il Pro Web Digest 2020 con le ultimissime novità internazionali della SEO. I nostri esperti hanno selezionato tre tra i numerosi hot topic studiati nel mese di gennaio: il core update di Google, le nuove SERP e un testa a testa tra Big G e Bing.

 

Core Update, inizio d’anno con il “botto” per il traffico

Il January 2020 Broad Core Update ha portato fluttuazioni notevoli sulle SERP di tutto il mondo, impattando a dire il vero un po’ meno in Italia rispetto ad altri mercati, ad esempio UK.

Stiamo studiando cos’è successo di preciso e ancora non sono stati rilevati elementi specifici che abbiano subito modifiche di grande portata. Cosa fare allora? Come sempre, tenere monitorata la situazione è la miglior arma: controllare i propri siti e la volatilità sui posizionamenti è senza dubbio più utile che iniziare a modificare contenuti e struttura a casaccio, per la paura di un drop di traffico o di ipotetiche penalizzazioni.

C’è chi dice che impatterà soprattutto la ricerca da mobile, chi che ha coincisa con l’aggiornamento dei parametri per i quality raters di Google. Un supporto sempre valido sono le indicazioni fornite da Big G stesso nel proprio Webmaster Central Blog.

Google SERP: nuovo look e nuove funzionalità anche su Shopping

Ce ne siamo accorti tutti, anche da semplici utenti: le SERP di Google si presentano da un paio di settimane con un look differente. Quali sono le novità principali? Sono molti i test che il motore sta facendo sui propri risultati nell’ultimo periodo.

Per quanto riguarda i risultati a pagamento, gli Annunci diventano meno evidenti, meno diversi dai risultati organici. Lo spostamento dell’URL sopra il risultato li rende, infatti, molto simili. Interessante il fatto che sotto gli annunci ci siano delle altre keyword correlate cliccabili.

Per quanto riguarda la struttura generale della SERP, cambia a seconda della query. Ad esempio, i risultati di Google Shopping sono in primissima posizione se si ricerca un prodotto da acquistare mentre ci saranno dei box di immagini – peraltro espandibili – se cercate una ricetta.

In generale, molto interessante la possibilità di scegliersi una favicon, un altro piccolo elemento da ottimizzare per dichiararsi subito all’utente. Le SERP con favicon non sono ancora visibili a tutti gli utenti e Google ha dichiarato che sta testando un rollback.

 

Google VS Bing: fact checking

Ok, lo sappiamo, volete dei meme. Poche cose sono esilaranti come i meme Google VS Bing per un operatore del nostro ambito, forse solo quelli che mettevano a confronto Chrome con Explorer!

Ecco un esempio di differenze digitando la semplice parola “bat”, pipistrello:

E le ricerche producono quasi sempre risultati analoghi, con questo “scarto” semantico tra i due motori. La sensazione – provatelo empiricamente, se volete – è che Google capisca meglio contesto e intento della ricerca. Bing, invece, per quanto efficace, tende ad appiattire le risposte o concentrarsi sulle singole, specifiche parole digitate, fornendo risultati un po’ didascalici, andando spesso fuori contesto rispetto all’intent primario e più comune dell’utente.

Spezziamo però una lancia a favore di Bing: ci sono alcuni tipi di query per le quali restituisce risposte migliori. Un esempio? I voli aerei, perché pare che riesca a monitorare in tempo reale le oscillazioni di prezzo fornendo davvero i più economici, oppure i video – forse perché Google, possedendo YouTube (da cui deriva circa 15 miliardi di fatturato), si preoccupa un po’ meno dell’accuratezza dei video come risultati diretti sulla propria SERP.

Riccardo Gaffuri Head of SEO