Gli H1 sono davvero i nuovi Title Tag per Google?

A partire da agosto, molti SEO hanno riscontrato in SERP un’ondata anomala di Title Tag sostituiti dall’algoritmo di Google con testo prevalentemente estratto dagli H1 presenti in pagina. La manovra, lungi dall’essere arbitraria, non solo ha illustri precedenti nella storia recente del motore di ricerca, ma rappresenta un’evoluzione ben motivata e interessante per chiunque si occupi di SEO. Non ci resta dunque che approfondire il tema in questo articolo.

Roundup su H1 e Title Tag: cosa sapevamo finora

Lunghezza compresa fra i 50 e i 60 caratteri, uso strategico delle parole chiave, univocità: i dettami per la redazione di Title Tag SEO-friendly, tradizionalmente considerati il più importante dei fattori di posizionamento, sono sempre gli stessi da tempo immemore – se si tralascia solo il numero di caratteri consigliati, cambiato più volte in parallelo con l’evoluzione del motore di ricerca.

Altrettanto importanti siamo abituati a considerare gli H1. Anche qui le nostre idee sono piuttosto chiare: da usare nella misura di uno per pagina, univoci e, nei limiti del possibile, brevi affinché svolgano dignitosamente il loro ruolo di sintetizzare l’argomento principale dell’articolo a chi scansiona il testo piuttosto che leggerlo (tanto Googlebot quanto gli utenti). Via libera alle keyword purché usate in maniera articolata, naturale, libere dal legaccio del limite massimo di pixel, e che l’H1 sia SEMPRE differente dal Title Tag.

Pur ripetendo allo sfinimento queste linee guida di base, i SEO non si sono mai stancati di ribadire ai propri clienti frustrati l’avvertimento che, a prescindere dal lavoro fatto, Google avrebbe comunque potuto decidere di mostrare in SERP titoli scelti a propria discrezione. Un caveat che a volte serviva per mascherare errori banali compiuti da loro stessi in partenza: keyword stuffing, lunghezza di poco oltre il limite massimo (magari solo sui dispositivi mobili), Title ripetuti di pagina in pagina, assenza del nome del brand. Ma non era raro che Google decidesse di modificare invece, a proprio insindacabile gusto, il Title adattandolo alla query inserita dall’utente.

H1 al posto dei Title in SERP: cosa sta facendo Google e, soprattutto, perché

Le modifiche di cui parliamo sono state, finora, sempre piuttosto contenute. Per questo, seppur non sia giunto del tutto inaspettato, ha disorientato molti nella comunità SEO il fatto che, negli ultimi tempi, Google abbia cominciato a sostituire integralmente i Title Tag in SERP con H1 estrapolati dalle rispettive landing page, in maniera simile a quanto avveniva, finora, solo per le meta description. I calcoli, effettuati a circa una settimana di distanza dall’annuncio di Google di aver modificato il sistema di generazione dei Title, parlano di un 77% globale di Title modificati in SERP, di cui il 75% appare estrapolato appunto dagli H1 presenti in pagina.

La dichiarazione resa da Google, seppur non tempestiva, non potrebbe essere più chiara: lo scopo è quello di fare più largo uso, rispetto al passato, del testo che gli umani possono visualizzare quando atterrano su una pagina web; viene dunque preso in considerazione ciò che in termini grafici è il titolo principale, e che solitamente corrisponde al contenuto del tag <h1>: un importante slittamento dell’attenzione dagli aspetti più tecnici a quelli maggiormente legati all’usabilità.

Google aggiunge poi che oltre al contenuto dell’H1 potrebbe essere preso in esame anche quello degli anchor text dei link che puntano a una determinata pagina. In effetti, guardando alla fetta rimanente dei Title modificati di cui prima, gran parte corrisponde proprio a testo presente in anchor text.

In ogni caso, volendo indagare i motivi di tutto ciò è sufficiente una gitarella sul blog degli sviluppatori di Google, dove si rimarcano in sostanza le stesse ragioni valide in passato: i Title HTML vengono sostituiti in genere o perché troppo lunghi, o perché pieni zeppi di keyword, o perché rappresentano dei semplici “boilerplate”, testi standard riutilizzati identici in contesti differenti (suonano familiari titoli come “Homepage” e “Contatti”?).

Perché, come SEO, ti dovrebbe importare

In alcuni dei casi osservati, i Title venivano modificati con l’aggiunta della data e comunque generalmente abbreviati rispetto a quanto inserito nell’HTML. Questo suggerisce la volontà di migliorare la leggibilità e l’utilità di quanto erogato in SERP agli utenti.

Poiché i Title non verranno adattati arbitrariamente alle query degli utenti, ma estrapolati in via preferenziale dal contenuto che ognuno di noi decide di inserire nelle proprie pagine, e ammettendo comunque che in partenza il Title HTML non risulti soddisfacente, tutto ciò lascia in realtà molto più spazio libero all’iniziativa che in passato, ma con alcune fondamentali accortezze. Ecco allora una piccola roadmap per affrontare la redazione di metadati e contenuti secondo le nuove direttive Google:

  • I Title Tag saranno ANCORA rilevanti. Come già detto, l’algoritmo intraprenderà strade alternative in merito a cosa mostrare in SERP solo se il requisito di un Title Tag conciso, naturale e rilevante non sia stato soddisfatto.
  • Contestualmente, il ruolo rivestito dagli heading tag acquisirà maggiore rilevanza. Sappiamo ormai da tempo che a Google non interessa particolarmente il ruolo, in termini di HTML, che diamo ai titoli fintanto che questi hanno una gerarchia chiara lato utente. Per comodità degli sviluppatori, diciamo che l’H1 dovrebbe essere visivamente e contenutisticamente il più rilevante della pagina perché sarà da qui che Google andrà a prelevare, se non soddisfatto dal Title Tag, le info da proiettare in SERP.
  • Cura quindi tutti gli heading tag secondo i criteri che già conosci, con particolare enfasi sulla brevità, la chiarezza e la specificità delle informazioni: ad esempio la data, se questa è un’informazione che potrebbe rendere discriminante il tuo contenuto rispetto a quello di qualcun altro.
  • Il nuovo sistema è in grado di reagire con maggiore prontezza ai cambiamenti che effettui sulla tua pagina. Se aggiorni il tuo contenuto, anche Google potrebbe aggiornare i titoli di conseguenza. Se lavori con contenuti evergreen, pillar articles e simili, vale la pena rilavorare i tuoi heading tag periodicamente. E ovviamente i link interni, dato che sono la terza fonte principale (dopo Title Tag e H1) da cui Google estrapolerà i titoli che mostrerà poi in SERP.

Il cambiamento è stato introdotto per tutti i paesi e tutte le lingue di ricerca, quindi scalda le dita e preparati a un po’ di fine tuning SEO vecchio stampo.

Riccardo Gaffuri Head of SEO