Google Tag Manager: guida all’uso

Google Tag Manager è un sistema di tagging, ovvero uno strumento, che attraverso una sola piattaforma consente di gestire tracking complessi di un sito web.

Tra i principali vantaggi possiamo riconoscere la riduzione dell’intervento degli sviluppatori e la riduzione del numero di script presenti nelle pagine.

Cos’è Google Tag Manager (GTM)

GTM è parte integrante dell’ecosistema Google, ed è uno degli strumenti di tagging più avanzati presenti sul mercato. Si tratta della soluzione di tagging più adottata sul web*: il 20,7% di tutti i siti sul web usa uno strumento di tagging; di questi il 98,5% utilizza Google Tag Manager.

Negli ultimi anni lo strumento sta ampliando le funzionalità e aggiornando i requisiti per il tracking di diversi servizi. L’utilizzo di GTM richiede quindi professionisti sempre aggiornati e pronti alla modifica dei tag.

Consente di inserire porzioni di codice all’interno del sito o dell’app, riducendo l’intervento di un developer. I Tag possono includere servizi come Google Analytics, Google Optimize, Ads, Floodlight, Facebook Pixel, Criteo.

GTM permette inoltre di inserire codice custom per monitoraggio avanzato dell’utente, gestione della cookie policy e del consenso per il GDPR.

Principali vantaggi di GTM

  1. Rapidità: il web analyst e il marketer sono in grado di apportare modifiche e implementazioni al tracking senza necessariamente coinvolgere l’agenzia di sviluppo.
  2. Performance: la presenza di un solo script per contenere tutti i tracciamenti favorisce la velocità di caricamento delle pagine, e dunque migliori performance del sito web.
  3. Accuratezza: GTM presenta funzioni avanzate di preview e debug. In tal modo si è sicuri di rilasciare online solo tag funzionanti.
  4. Indipendenza: GTM implementa una gestione capillare delle utenze che hanno accesso alla proprietà. In questo modo diverse agenzie (SEO, CRO, Marketing) possono operare contemporaneamente sullo stesso account, ciascuna nel suo ambito definito dall’admin.
  5. Centralizzazione: anche se ogni professionista può operare per conto proprio, esiste un ambiente comune in cui è possibile garantire la sinergia tra tutte le implementazioni, senza interferenze.

Miti da sfatare su Google Tag Manager

Le agenzie che propongono l’implementazione di Google Tag Manager, potrebbero promettere dei vantaggi che in realtà non sono reali. Di seguito raggruppiamo i falsi miti più comuni, cercando di identificare cosa c’è di vero.

  • GTM è uno strumento semplice: lo è sicuramente per implementazioni basiche, ma non prima di averlo studiato per bene. Per le implementazioni complesse invece, è necessaria una figura con competenze in sviluppo e che già conosca i meccanismi di Google Tag Manager e di Analytics.
  • GTM non richiede manutenzione: in realtà le versioni dei tag variano spesso, inoltre il sistema è molto sensibile alle modifiche del sito web. Questo vuol dire che occorre molta manutenzione e un costante aggiornamento tra agenzia web e cliente.
  • GTM come alternativa a Google Analytics: non è un’alternativa, è un sistema d’implementazione di Analytics (che può essere via codice sorgente o via Google Tag Manager). Da questo punto di vista, l’implementazione può essere suggerita in fase di migrazione di un sito, o in fase di attivazione di molti tracking specifici (eventi, dimensioni personalizzate) che prima non erano presenti.
  • GTM per risolvere problemi di tracciamento: non è sempre così, perché un sito web gestito da professionisti può garantire dati corretti anche se il tracciamento passa via codice. Semplicemente, in alcuni casi, è più semplice avviare un tracking da capo che testare tutte le implementazioni attivate da un’altra agenzia. Anche in questo caso, il passaggio vale la pena soprattutto in caso di migrazione o di nuova attivazione.

E adesso che ti abbiamo spiegato cosa offre e come può aiutarti l’implementazione di Google Tag Manager, puoi sapere se hai bisogno del nostro supporto per attivarlo.

Mariella Boccia Web Analyst