Google Shopping o Amazon 2.0?

Nelle scorse settimane Google ha rilasciato la nuova versione di Google Shopping, facendo seguito all’annuncio di qualche mese fa in cui annunciava questa grande novità. Ufficialmente è presente negli USA e in Francia ma probabilmente sta eseguendo dei test su altre country.

Al momento la piattaforma non è ancora stata lanciata in Italia ma siamo comunque riusciti a testarla utilizzandola dalla Francia.

Google Shopping: nuova versione ora solo in USA e FR… ma noi l’abbiamo provata comunque!

Sebbene ci siano ancora diverse migliorie da apportare (ad esempio, diversi prodotti risultano non trovati nonostante siano presenti in home) si tratta di una piattaforma molto interessante e con molte novità, alcune delle quali molto impattanti, sia per gli advertiser che per gli utenti.

 

Cosa cambia rispetto alla vecchia versione

1. Posizionamento

La novità più visibile agli utenti è quella del posizionamento: attualmente gli annunci shopping vengono mostrati nei risultati di ricerca insieme ai risultati a pagamento e organici, oppure nel relativo tab “Shopping”.

La nuova versione sarà una vera e propria piattaforma ad hoc sul sottodominio shopping.google.com

2. Checkout interno

Il posizionamento non è però la novità più importante; dal nostro punto di vista la novità più rilevante è la possibilità di acquistare direttamente dalla piattaforma, senza mai uscire.

Possibilità di acquisto direttamente in piattaforma, senza uscire.

Restare nella piattaforma per concludere la transazione è un punto diventato ormai focale tanto che anche Facebook (con lo shopping su Instagram) qualche mese fa ha introdotto la possibilità. Qui su Google le differenze ci sono e sono determinanti:

  • Google Shopping (come Amazon) lavorerà su un motore di ricerca e quindi su un tipo di advertising pull, essendo l’intento dell’utente ben definito;
  • Facebook lavora su campagne di tipo push, dove non è chiara l’intenzione dell’utente ma è l’advertiser che mostra il proprio prodotto/brand sulla base del targeting scelto.

Acquistando all’interno della piattaforma, inoltre, l’utente potrà sfruttare la garanzia di Google, con un servizio clienti dedicato soprattutto nelle casistiche di rimborsi e resi.

Questa opzione non sarà però disponibile per tutti i retailer, ma solo per quelli che hanno aderito o aderiranno al programma Google Shopping Actions, creato da Google per sfruttare al meglio la partnership con i diversi marchi.

3. Pagine di Brand

Sarà inoltre presente all’interno del sito una sezione “contenitore” di tutti i brand.

Inoltre, ci sarà una pagina “vetrina” degli stessi dove gli utenti potranno trovare i diversi prodotti disponibili.

4. Disponibilità offline

Altra cosa interessante, che è un altro passo in avanti rispetto allo Shopping attuale (sebbene in alcuni paesi sia già disponibile), è il fatto che Google mostrerà la disponibilità di prodotti  negli store fisici, sfruttando l’integrazione con Google Maps: questo è un po’ la naturale continuazione dell’attività sinergica tra online e offline che Google oramai sta portando avanti da qualche anno (e per il quale vi consigliamo la lettura del nostro whitepaper sulla Local SEA) che a nostro modo di vedere sarà uno dei, se non il tema più importante, nei prossimi anni.

Prosegue il percorso di convergenza tra online e offline.

La convergenza totale tra online e offline sul nuovo Google Shopping è sicuramente un ulteriore importante passo avanti verso una strategia puramente integrata e multicanale che da qualche anno Google sta portando avanti

5. Modalità di remunerazione

Un cambiamento importante per i brand è sicuramente quello che risponde alla domanda “Ok, ma con il nuovo Shopping come viene remunerato Google?” considerato che attualmente il motore viene pagato per ogni click sugli annunci Shopping che rimandano al sito. Con la nuova versione, invece, gli advertiser andranno a remunerare Google con una percentuale sugli acquisti effettuati sulla piattaforma, un po’ come funziona su Amazon. Pare comunque che, rispetto al colosso di Seattle, la fee chiesta da Google sia, inizialmente, di molto inferiore.

6. Monitoraggio dei prezzi

Sebbene non specificato rimarrà anche la possibilità di un acquisto a CPC per portare gli utenti sul sito.

Resta infatti la comparazione dei prezzi del prodotto, la visualizzazione delle recensioni e, eventualmente, la possibilità visitare i diversi siti.

Altre novità

Dove possibile, al momento del checkout ci si potrà anche iscrivere alla newsletter del brand (nel caso ci sia, come nel caso dei brand Darty e Bayapi mostrati nell’esempio sotto):

Sarà inoltre possibile usufruire di codici sconto promozionali, probabilmente messi a disposizione da Google, inseriti automaticamente all’interno del carrello. Per questi sarà necessario solamente inserire il flag per l’utilizzo.

 

Le conseguenze

  • Impatto sul traffico

Sicuramente l’avvento del nuovo Google Shopping porterà una decrescita delle sessioni a pagamento da Google dato che il checkout sarà all’interno dell’app. Data la presenza dei link verso l’e-commerce all’interno dell’app di Google, si avrà comunque la possibilità di navigare verso il sito stesso quindi ipotizziamo che il numero di sessioni avrà una decrescita che però difficilmente sarà uguale a zero. Inoltre, le campagne sulla rete di ricerca continueranno a esistere contribuendo al traffico a pagamento.

  • Impatto sulle vendite

Parallelamente al traffico organico ci sarà probabilmente anche una decrescita delle vendite su siti: alcune di queste, infatti verranno dirottate verso l’app di Shopping.

La notizia positiva, però, è che le vendite totali potrebbero aumentare, principalmente per la garanzia e il supporto, pre e post-vendita (soprattutto su rimborsi e resi) gestita totalmente da Google.

Con la modalità di remunerazione de

  • Remunerazione

l nuovo Google Shopping gli advertiser andranno a pagare solamente in caso di acquisto sulla piattaforma, e quindi non dovranno più a pagare per il click verso il sito con il rischio di pagare senza avere un ritorno.

 

Google VS AMAZON

È abbastanza chiaro come, con il nuovo Shopping, Google abbia lanciato la sfida ad Amazon, creando una piattaforma molto simile con costi però, da quello che si legge, più bassi, e quindi con più appeal da questo punto di vista per gli advertiser. Le caratteristiche della nuova app di Google, come avrete notato, sono molto simili a quelle del gigante di Seattle.

Il nuovo Google Shopping sfida Amazon, con il vantaggio di avere anche integrazione con canali offline.

Il vantaggio competitivo del nuovo Shopping, però non è solo quello relativo al costo: attualmente Amazon manca della componente offline, cosa sulla quale Google punta e punterà moltissimo. Non è da escludere, anzi è abbastanza probabile, che nel prossimo futuro Amazon si adeguerà e renderà disponibile anche questa tipologia di acquisto da parte dei propri clienti.

Resta comunque il divario dell’utilizzo di una nuova piattaforma, soprattutto per gli utenti fedelissimi ad Amazon.

La battaglia Google VS Amazon è appena iniziata!

Valerio Intini SEA Team Leader