Brand Reputation

Brand Reputation: migliorare la vostra reputazione online

Qualsiasi azienda che si accinga a fare business online deve essere ben consapevole di quanta importanza avrà la cura della propria Brand Reputation: molti studi dimostrano che i surfer del web tendono a farsi influenzare dalle informazioni reperite in merito a marchi e prodotti tramite Google. Ecco perché l’analisi e il monitoraggio della Brand Reputation del Cliente è essenziale: i risultati negativi infatti restano visibili e ricercabili sui motori di ricerca per un periodo molto lungo, soprattutto se pubblicati da media autorevoli.

La SEO come strumento di controllo e pulizia delle SERP

Molti si preoccupano dell’analisi delle conversazioni social: certamente questa pratica ha un valore ma i commenti negativi su Facebook non pesano quanto un risultato di ricerca fortemente critico sulla prima pagina di Google. Ripulire la prima pagina è un’operazione difficile, che richiede una pazienza certosina, e sfrutta l’azione sinergica di SEO On-site e Off-site. Popolare le SERP (Search Engine Results Pages, cioè le pagine dei risultati dei motori di ricerca) con contenuti di alta qualità, che forniscano informazioni corrette e positive sul brand del Cliente, posizionati nei primi risultati di ricerca, significa far sì che l’utente li trovi subito, scalzando nei ranking quelli negativi, che finiranno con lo “svanire” nelle pagine successive di Google. Come recita un detto di settore: “Se vuoi nascondere una cosa, mettila nella seconda pagina di Google”.

Diritto all’Oblio: Google ha a cuore la vostra reputazione

Cosa accade se i risultati negativi sono presenti con forza e danneggiano l’immagine e il business di un marchio o di un professionista? Google stesso fornisce un mezzo utile a rimuovere il problema alla radice: il Diritto all’Oblio. Per inoltrare la richiesta bisogna avere a disposizione tutti i permessi e le deleghe da parte del Cliente e una documentazione concreta che certifichi la non veridicità di accuse e critiche presenti sul web. Attenzione, però: in caso di esito favorevole, i contenuti lesivi verranno disindicizzati solo sul motore di ricerca del Paese per il quale si è inoltrata la domanda (google.it, google.co.uk etc.), non su tutte le declinazioni geografiche. Secondo i dati più recenti, in Italia sono state inviate oltre 25.000 richieste per un totale di circa 82.500 URL: più del 58% di queste ultime sono state rimosse. In tutta Europa, invece, le cifre si attestano intorno alle 332.500 richieste per oltre 1 milione di URL, con una percentuale di rimozione del 70%.